Dirsi si in Italia col Bonus Matrimonio

Secondo Businesswire, decidere di sposarsi in un altro Paese è un fenomeno che si avvia a superare i 64 miliardi di euro di fatturato entro il 2026, con un tasso di crescita medio anno del 31,5%. E col Bonus Matrimonio lo Stato potrebbe pagare il 20% delle spese.

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I dati che riguardano il nostro Paese sono stati invece rilasciati dall‘Osservatorio Destination Wedding, condotto da Centro Studi Turistici e finanziato dal ministero del Turismo: il 2023 ha registrato un arrivo di oltre mille coppie in più, per sposarsi in Italia, rispetto al 2022, con un tasso quindi di crescita del +9,5% rispetto ai circa 619mila arrivi di coppie dell’anno precedente. Più di due milioni sono infatti le presenze turistiche collegate al destination wedding, per un fatturato stimato di 599 milioni di euro, che corrisponderebbe circa all’11% in più rispetto ai livelli pre Covid.

Le regioni più gettonate

Al primo posto la Toscana: resta la regione italiana più richiesta dalle coppie straniere, con il 21% del totale. A seguire troviamo Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia e Lazio. Seguono Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Piemonte.

Da dove arrivano le coppie che decidono di sposarsi in Italia? Europa e Stati Uniti. C’è poi un wedding turism interno nazionale: sono stati ben 7.160 coppie sono sposate, lo scorso anno, in una regione diversa da quella di residenza. In attesa dei nuovi dati, le statistiche confermano che il turismo per matrimonio resta un fenomeno in crescita che premia l’Italia come meta ideale da sogno.

Cosa cercano i futuri sposi?

Cercano luoghi autentici, insoliti e meno costosi quindi si sta creando spazio anche per zone meno note turisticamente: una grande opportunità per i nostro borghi, infatti diverse amministrazioni comunali hanno iniziato a farsi promotrici di eventi per proporre il prorpio Comune come destinazione per i matrimoni.

Secondo l’Istat, i matrimoni sono in lieve crescita, le unioni civili in aumento quasi di un terzo. Nel 2022 sono stati celebrati in Italia 189.140 matrimoni, il 4,8% in più rispetto al 2021 e il 2,7% in più in confronto al 2019, anno precedente la crisi pandemica (durante la quale molte coppie hanno rinviato le nozze). I matrimoni religiosi, pressoché stabili rispetto al 2021 (-0,5%), diminuiscono sensibilmente (-5,6%) rispetto al periodo pre-pandemico.

In attesa del bonus matrimonio

Intanto le coppie più indecise stanno attendendo la conferma, per il 2024, del Bonus matrimonio riservato unicamente alle giovani coppie decise a sposarsi per la prima volta in Chiesa o civilmente e che prevede il rimborso di parte delle spese nuziali fino al 20% del totale, con un tetto massimo di 20mila euro. Per viaggi di nozze e catering era previsto, fino allo scorso anno, un rimborso massimo di 700 euro, sempre in attesa di riconferma.

Come funziona il bonus matrimonio? Bisogna avere meno di 35 anni, un ISEE non superiore a 23mila (non più di 11.500 euro a persona), avere la cittadinanza italiana da almeno 10 anni e bisogna celebrare il matrimonio in Italia nel corso del 2024. In attesa della conferma del Governo, questi parametri potrebbero anche essere leggermente variati. Continuate a seguirci su NozzeViaggi.

Come chiedere il bonus matrimonio?

Bisogna presentare all’Agenzia delle Entrate i documenti che dimostrino l’avvenuta celebrazione delle nozze o dell’unione civile (tra l’1 gennaio ed il 31 dicembre 2024) e massimo cinque fatture per le quali si chiede un rimborso spese fino al 20% del totale.

Se il Governo non dovesse confermare l’attivazione del bonus per il 2024, comunque gli sposi potranno usufruire di 15 giorni per congedo matrimoniale, qualunque sia la categoria lavorativa a cui appartengono (il congedo può essere richiesto ed usufruito a partire da tre giorni precedenti alle nozze), del bonus viaggio di nozze (un rimborso del 50% delle spese sostenute per il viaggio di nozze, fino a un massimo di 3.000 euro), se confermato, e delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione e l’arredamento della loro prima casa (fino al 19% della somma prevista)ma solo se sono proprietari dell’immobile.

Testo Anna Maria De Luca |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com